domenica 11 novembre 2018

Step #8 - Il racconto per immagini



Il gatto col cappello - Libro di Dr. Suess

in: Theodor SEUSS GEISELS, Il gatto col cappello, Stati Uniti d'America: 
Random House, Houghton Mifflin, 1957, Copertina del libro, disegno di Theodor SEUSS GEISELS


in: Theodor SEUSS GEISELS, Il gatto col cappello, Stati Uniti d'America: 
Random House, Houghton Mifflin, 1957, pag 18-19, disegno di Theodor SEUSS GEISELS







Step #7 - La pubblicità


Hut Weber - ditta produttrice di cappelli di Bonn


Agenzia: Serviceplan                      Pubblicato: 30 marzo 2008                     Dove: Germania                                         Pubblicità' stampata 

“It’s the hat” (è il cappello). Come a dire che tra Hitler a Chaplin la differenza sta tutta nel cappello!! Come potete ben immaginare, questa pubblicità della Hut Weber (ditta tedesca produttrice di cappelli) scatenò diverse polemiche in Germania. Ma, in un modo o nell’altro, ha raggiunto il suo scopo primario: far parlare di sé!

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Marca: Mossant cappelli

Artista: Cappiello

Circa: 1938

Origine: France

STEP #6 - Il catalogo


Il giro del mondo in 80 cappelli - Catalogare per paese

Diversi per ogni cultura e per ogni periodo, indicavano anche la appartenenza sociale, il ruolo, il lavoro, la funzione.

 

Coloratissimo catalogo sulle moltissime varietà di copricapi. C’è il cappello a cilindro del gentleman inglese e quello in stile Sherlock Holmes, con paraorecchie annesso. Due gloriose rappresentanze italiane (la coppola e il cappello da vogatore), a cui si aggiunge il cappello tirolese, che è austriaco, ma anche altoatesino.


L’Africa dispone di copricapi molto originali ed elaborati, l’Asia invece preferisce linee più essenziali. Gli Stati Uniti hanno ben nove rappresentanze, da quelli usati nella Guerra Civile e noti grazie ai film, al Fedora, il cappello che nessun investigatore che si rispetti non può non avere, almeno ad Hollywood.



Oltre al conosciutissimo sombrero messicano passando per il berretto francese, scopriamo i copricapi di paesi come Angola, Vietnam, e per rimanere più vicino a noi, la Polonia, dove il cappello tipico è l’impronunciabile Krakowiak.



Gli antenati


uomo con cappello
Per trovare il vero antenato del cappello moderno dobbiamo risalire al Medioevo quando la cappa, una sorta di mantello con un cappuccio sul dietro chiamato capperuccia veniva indossato da uomini e donne nonché da monaci e chierici.
I lessici medievali la definiscono infatti vestis species qua viri laici mulieres laicae monachi e clerici induebantur. Anche se riesce difficile non mettere cappa in relazione con il latino caput ‘la testa’ dobbiamo dunque che essa è originariamente un indumento che, oltre alla testa, avvolge anche il resto del corpo.



STEP #5 - La cosa nella letteratura



La pioggia sul cappello

Silenzio. Il cielo
è diventato una nube,
vedo oscurarsi le tube
non vedo l'ombrello,
ma odo sul mio cappello
di paglia,
da venti dracme e cinquanta
la gocciola che si schianta,
come una bolla,
tra il nastro e la colla.

....
E piove soprattutto
sul tuo cappello distrutto
mutato in setaccio,
che ieri ho pagato
che adesso è uno straccio,
o Ermïone
che scordi a casa l'ombrello
nei giorni di mezza stagione.


La pioggia sul cappello e altre poesie: dal libro di Luciano Folgore

Anni; 1922 - 1926
Autore: Luciano Folgore
Genere: Poesia

STEP #4 - La cosa nelle arti figurative

Donna con cappello - Dipinto di Henri Matisse




Donna con cappello è un dipinto a olio su tela realizzato dal pittore francese Henri Matisse nel 1905 e conservato a San Francisco presso il Museum of Modern Art. L'opera è firmata
"HENRI MATISSE". 
Artista: Henri Matisse
Dimensioni: 81 cm x 60 cm
Luogo: Museum of Modern Art
Genere: Ritratto
Data di creazione: 1905
Soggetto: Copricapo, Amélie Matisse
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                   Fanciulla con cappello rosso - 

                   Dipinto di Jan Vermeer

La Fanciulla con cappello rosso è un dipinto a olio 
su tavola attribuito a Jan Vermeer, databile al 1655
circa e conservato nella National Gallery di Washington. 
Artista: Jan Vermeer
Dimensioni: 23 cm x 18 cm
Luogo: National Gallery of Art
Data di creazione: 1665–1666
Periodo: Secolo d'oro olandese

STEP #3 - i materiali della cosa



Per la realizzazione dei cappelli, sia per uomo che per donna, può essere usata una vasta gamma di materiali. Per ottenere i migliori risultati, i materiali usati in modisteria, devono avere le caratteristiche adatte al tipo di cappello, alla stagione in cui vengono indossati e all’uso e alle finalità o alle occasioni a cui sono destinati.

I principali tipi di materiali sono:

- Il tessuto generico (estivo-invernale). 
                                      
I tessuti fanno la loro comparsa nel Neolitico, e segnano nei materiali usati, negli intrecci, nei colori, nelle attrezzature usate per costruirli, l’innovazione culturale e tecnica della civiltà. I tessuti nel Neolitico erano confezionati con lino o altre fibre vegetali, con l’introduzione dell’allevamento si cominciarono ad utilizzare fibre animali come la lana e la seta, poi l’industria chimica ha prodotto molte fibre artificiali che, con la loro economicità e facilità di produzione, hanno invaso il mercato riducendo l’utilizzo delle fibre naturali. Inoltre, per ottenere effetti particolari, i tessuti subiscono lavorazioni supplementari di rifinitura, che conferiscono loro, l’aspetto e le caratteristiche necessarie.

- La pelliccia (vera o sintetica). 


Le pellicce provengono da animali che hanno il pelo abbondante e morbido. Il pelo ha la capacità di trattenere aria, che isola il corpo dalle temperature rigide. Per questo motivo, le pellicce sono ricercate. Il valore commerciale di una pelliccia varia a seconda dei seguenti fattori: la moda, il valore convenzionale, lo spessore del pelo, la lucentezza, la leggerezza, la morbidezza e la parte dell’animale utilizzata. Le pellicce ecologiche sono preferite dai giovani, che frequentemente non riesco ad avvicinarsi alle pellicce vere. Si tratta di tessuti composti da più ordini di fili che imitano l’aspetto peloso delle pellicce vere.

- La paglia.

Il cappello di paglia ha trovato posto nella moda a pieno titolo, soltanto verso la fine del XVII secolo. Da allora questo tipo di cappello ha avuto un uso sempre più crescente, tanto che venivano chiamati cappelli di paglia tutti i tipi di cappelli, fatti non solo con gli steli delle graminacee più conosciute, ma anche quelli confezionati con materiale diverso. La paglia e i cappelli di paglia italiani, sono da molto tempo considerati irrinunciabili nel guardaroba, sia per le loro caratteristiche di leggerezza e, sia per le guarnizioni di gusto con cui venivano e vengono prodotti.

- La pelle o eco-pelle.

Le pelli possono provenire dall’Europa o dagli altri continenti. La pelle di uno stesso animale può avere diverso valore commerciale a seconda se è indigena o esotica, in quanto ambiente ed alimentazione diverse contribuiscono a variare le caratteristiche. Diversi animali forniscono pelli idonee ad essere usate per abbigliamento, arredamento, calzature o per la produzione di articoli di piccola pelletteria, selleria, legatoria. In qualunque settore sia utilizzata, la pelle è valutata sulla base della porosità, cioè dalla permeabilità all’aria e al sudore che gli conferisce un’alta igienicità. Le pelli ecologiche sono ottenute con un sub strato di fibre tessili trattate appositamente per ottenere l’effetto pelle. La finta pelle è ottenuta applicando ad un supporto tessile una resina. L’eco-pelle è un tessuto che ha l’aspetto della pelle ma non è realizzato con materiale animale. Per questo motivo, il termine contiene la parola “eco”, che richiama l’ecologia. 

- Il feltro.
Il feltro per i cappelli si produce utilizzando la fibra animale sottoposta a feltratura. E’ probabile che la prima materia utilizzata sia stata la lana, ma i feltri migliori per cappelli sono sempre stati fatti con fibre di animali a pelo corto, che possono essere feltrati facilmente. In base al tipo e alla qualità di cappelli da produrre si scelgono le fibre adatte. I cappelli di feltro vengono utilizzati in inverno, ma sono prodotti dai cappellifici durante la primavera. Il materiale utilizzato è il feltro mèrinos, il fiammingo, il mascolino, il talpato, ecc. Le tinte dei feltri per i cappelli sono i più vari. In genere di tinta unita, ma a volte vengono eseguiti dei motivi tono su tono o a colori. Il feltro viene modellato, intagliato, lavorato con drappeggi, e fettucce cucite incrociate o a spirale, a fettucce intrecciate, ecc., in base alla moda e all’estro della modista. 


Le lavorazioni che possono essere effettuate su questi materiali sono molteplici. Tra le più conosciute ci sono i lavaggi (stone-wash, ecc.), le stampe decorative o di pattern, i ricami (scritte, loghi, ecc.), le applicazioni di vario genere (nastri, pietre, ecc.) e la pittura a mano. 

martedì 6 novembre 2018

STEP #2 - I cataloghi della cosa




  Risultati immagini per favolosi cappelli   
                     
      Favolosi cappelli Libro di Giuliana Berengan,                    Catalogo di vendita dei grandi 
      2007                                                                                       magazzini la rinascente, 1921. Pg.20




  










        Catalogo di vendita dei grandi                                                 llustrazione originale da rivista 1942 Turbanti 
        magazzini la rinascente, 1921. Pg.43I                                cappelli donna Moda Fashion


       Rivista: Creare n. 8 “Cappelli all’uncinetto”, 2016            Catalogo tipologie di cappelli di un negozio



     I cappelli più famosi della Regina Elisabetta II, 

     GIADA BORIOLI — 




       

  

STEP #23 - La sintesi finale

Questo blog è un omaggio al cappello ed a tutti coloro che, indossandolo, fabbricandolo, immaginandolo nelle fogge più svariate, imm...